Ripensare il lavoro con l'IA
L'intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nel nostro lavoro e nella nostra vita quotidiana e non ha bisogno del nostro permesso per farlo. Non è una tecnologia passeggera o una moda destinata a ridimensionarsi. È qualcosa con cui dovremo convivere e che finirà per trasformare profondamente il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e organizziamo molte delle nostre attività.
Per questo penso che il punto non sia semplicemente imparare a usare qualche strumento di IA. Dovremmo iniziare a inserirla nel nostro flusso di lavoro e, soprattutto, ripensare i processi che utilizziamo ogni giorno. Questa, secondo me, è la vera sfida: prima ancora che tecnologica, è riorganizzativa.
Una domanda che ho cominciato a farmi spesso è: «Questa attività potrebbe essere svolta, anche solo in parte, con l'aiuto dell'IA in modo più rapido, efficace o organizzato meglio?»
Nelle attività ripetitive e frequenti i vantaggi sono più facili da individuare. Se ogni giorno dobbiamo scrivere molte email simili, per esempio, ha senso costruire un processo che utilizzi l'IA per velocizzare il lavoro e rendere il risultato più uniforme.
Se nel nostro lavoro ci sono molte ricerche e approfondimenti, possiamo trovare nell'intelligenza artificiale un comodo alleato. Lo stesso vale per la creazione di molti artefatti digitali.
Ma il principio può essere applicato molto più ampiamente. Non si tratta soltanto di automatizzare singole operazioni, quanto di rivedere il modo in cui una determinata attività viene svolta dall'inizio alla fine e capire dove l'IA possa inserirsi utilmente.
Naturalmente questo non significa che debba essere utilizzata sempre. Ci sono attività nelle quali il vantaggio è minimo, oppure il tempo necessario per integrare un nuovo sistema supera quello che possiamo realmente risparmiare. In quei casi preferisco continuare a lavorare come sempre.
Poi ci sono attività che voglio fare «manualmente» perché mi piace farle, e pazienza se ci metto un po' di più. Soprattutto se sono riuscito a recuperare tempo ottimizzando altre procedure.
Quello che considero importante è evitare l'atteggiamento opposto: continuare a svolgere il nostro lavoro nello stesso modo, senza chiederci se oggi esista un processo migliore.
Continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto non è più ammissibile. Prima o poi qualcosa o qualcuno ci costringerà a cambiare, e affrontare quel cambiamento quando sarà diventato inevitabile sarà molto più difficile.
L'IA non è soltanto un nuovo strumento da aggiungere agli altri. La vera sfida è imparare a ripensare il modo in cui lavoriamo, introducendola dove porta un vantaggio concreto e lasciandola da parte dove quel vantaggio non c'è.
Perché fra qualche tempo continuare a lavorare esattamente come facciamo oggi non sarà più possibile.