Il regime agevolato dei contribuenti minimi

Dal 2008 i piccoli imprenditori e professionisti (c.d. contribuenti “minimi”) passano automaticamente al regime fiscale che semplifica e riduce gli adempimenti diminuendo, nel contempo, i costi.

Il regime dei contribuenti minimi rappresenta, quindi, il regime naturale per chi possiede determinati requisiti e per coloro che nel 2007 hanno applicato il regime della franchigia (art. 32 bis, DPR n° 633/72). Ciò significa che questi contribuenti potevano, già dal 1° gennaio 2008, iniziare automaticamente ad operare come contribuenti minimi, applicando le disposizioni proprie del regime senza dover fare alcuna comunicazione preventiva o successiva.
I contribuenti, invece, che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e presumono di rispettare i requisiti previsti, devono comunicarlo nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/10 – pdf) barrando nel quadro B, la relativa casella denominata “Regime per i contribuenti minimi“.
NOTA BENE: si ricorda che dal 1 aprile 2010 è entrata in vigore la Comunicazione Unica per l’inizio attività delle imprese iscrivibili alla CCIAA.

Chi sono i “contribuenti minimi”?

Rientrano automaticamente le imprese individuali e i professionisti singoli che:

  1. nell’anno precedente:
    • hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro
    • non hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto)
    • non hanno effettuato cessioni all’esportazione
    • non hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro
  2. nel triennio precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro (i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo devono essere conteggiati per un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi)
  3. iniziano l’attività e presumono di possedere i requisiti di cui ai punti 1) e 2). Il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno. Ad esempio: per una nuova attività che inizia il 1 settembre il limite è di 10.000 (4/12 di 30.000)

Attenzione: potevano scegliere il nuovo regime già dal 2008 anche i contribuenti “minimi in franchigia” che avevano optato per il regime ordinario.

Chi non è un “contribuente minimo”

Non possono essere considerati contribuenti minimi:

  1. le imprese individuali e i professionisti singoli che nell’anno precedente:
    • hanno conseguito ricavi o compensi superiori a 30.000 euro
    • hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto)
    • hanno effettuato cessioni all’esportazione
    • hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro
  2. le imprese individuali e i professionisti singoli che nel triennio precedente hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro (i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo esprimono un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi)
  3. le imprese individuali e i professionisti singoli che iniziano l’attività e presumono di rientrare nelle condizioni di cui ai punti 1) e 2). Il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno. Ad esempio: per una nuova attività che inizia il 1 settembre il limite è di 10.000 euro (4/12 di 30.000).

Inoltre non possono essere contribuenti minimi:

  • coloro che si avvalgono di regimi speciali Iva – (vedi dettaglio in pdf)
  • i soggetti non residenti
  • chi in via esclusiva o prevalente effettua attività di cessioni di immobili (fabbricati e terreni edificabili) e di mezzi di trasporto nuovi
  • chi, contestualmente, possiede una partecipazione in:
     
    – società di persone
    – società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria che hanno optato per la trasparenza fiscale
    – associazioni professionali

Quali sono i vantaggi del regime fiscale dei contribuenti minimi?

Irpef e Addizionali

Non sono più dovute Irpef e addizionali regionali e comunali.
Il nuovo regime comporta l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 20 per cento sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o alla professione.
Dal reddito si possono dedurre per intero i contributi previdenziali, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico e quelli versati per i collaboratori non a carico ma per i quali il titolare non ha esercitato il diritto di rivalsa.
Il reddito si determina applicando il principio di cassa, ovvero le fatture emesse e ricevute rilevano nel momento in cui vengono pagate o incassate; anche i costi sostenuti per l’acquisto di beni strumentali rilevano INTEGRALMENTE nell’anno in cui vengono PAGATI (circostanza molto incentivante soprattutto in fase di avvio dell’attività produttiva).
Dal reddito si possono dedurre per intero i contributi previdenziali, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell´impresa familiare fiscalmente a carico e quelli versati per i collaboratori non a carico ma per i quali il titolare non ha esercitato il diritto di rivalsa.
ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti.
Le perdite fiscali successive possono essere portate in diminuzione dal reddito conseguito nei periodi d´imposta seguenti, ma non oltre il quinto.

Iva

Esonero dagli adempimenti ai fini Iva, ovvero, niente versamenti nè dichiarazioni, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri.
Attenzione: le fatture devono essere emesse senza l´addebito dell´Iva e non si detrae l´Iva dagli acquisti: conseguentemente, l´Iva si trasforma in un costo deducibile dal reddito.
E’ tuttavia consigliato tenere una contabilità, seppure in forma libera, per monitorare i parametri che danno diritto all’ammissione al regime, nonchè per una efficace gestione della propria attività.

Irap

Esenzione da Irap con conseguente azzeramento totale dei costi connessi al tributo.

Studi di Settore

Esclusione dall’applicazione degli studi di settore e parametri con il vantaggio sotto il profilo della riduzione dei costi e degli adempimenti connessi.

Adempimenti documentali

Esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili.
Esonero dall´invio degli elenchi clienti e fornitori (oggi non più in vigore tale adempimento per qualsiasi contribuente).
Resta soltanto obbligatoria:

  • la numerazione e la conservazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali;
  • la certificazione dei corrispettivi;
  • la conservazione dei documenti emessi e ricevuti;
  • l´integrazione delle fatture di acquisto intracomunitario o in regime di reverse charge;
  • la titolarità di un conto corrente bancario o postale.

L’opzione per il regime ordinario

I contribuenti considerati “minimi” possono comunque scegliere di applicare l’IVA e le imposte sui redditi nei modi ordinari.
L’opzione, valida per almeno 3 anni, deve essere comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.
Dopo tre anni, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione del regime normale.
L’opzione comunicata per il 2008 poteva, in deroga, essere revocata già con effetto dal periodo d’imposta successivo.

La cessazione dal regime dei “minimi”

  • Dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche solo una delle condizioni richieste ovvero si realizza una delle condizioni di esclusione
  • Dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di 45 mila euro. In quest’ultimo caso si ha l’obbligo di versare l’IVA mediante scorporo dai corrispettivi documentati dall’inizio del periodo di imposta

Fonte: Agenzia dele Entrate

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